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Discussions at the International Seminar

INTERNATIONAL SEMINAR 26/27 APRILE 2017 Tirana

Angela La Torre – Giuseppe Errico

 

Books help you grow up.

Experience of book promotion in Naples in local deprived areas

 

“Quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita.

Amore, amicizia, e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro”.

Morley

Parole,  libri e letture ad alta voce per abbattere i muri dei pregiudizi, contro il disagio infantile e  il deserto umano delle periferie della città di Napoli in un quartiere a rischio: Secondigliano.  Il problema della condizione di vita nelle periferie è una questione della quale si discute da tempo e che oggi è tornata in  primo piano. Numerosi gli studi   cercano di prendere in esame e confrontare i differenti casi di periferie a rischio nelle metropoli. Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale si è verificato un graduale processo di degenerazione di quei quartieri costruiti alle periferie delle città in primo luogo per dare una risposta ai problemi umani. Queste aree sempre più spesso vengono definite periferie sociali, cioè luoghi che racchiudono situazioni di fortissima disuguaglianza e degrado. In alcune città del nostro paese, annoverato tra quelli “sviluppati”, ci sono condizioni di vita che non assicurano nemmeno l’applicazione dei principi fondamentali: il diritto alla  lettura,  all’istruzione  e  alla  cultura,  alla  salute,  al  paesaggio,  all’ambiente,  al  patrimonio  storico -culturale,  alla partecipazione alla vita sociale e politica, al rispetto delle leggi.

In queste aree uno dei maggiori problemi rimane quello della casa e della cultura, della promozione di stili di vita. Nelle aree urbane molte sono le abitazioni di proprietà (circa l’80%, la più alta percentuale in Europa, ad eccezione di Spagna ed Irlanda) e poche quelle di residenza pubblica (4,5%, a fronte di una media europea del 15%).

La periferia è in larga parte abitata da cittadini che non possono permettersi un alloggio nelle aree  central i e sono costretti a vivere in luoghi sempre più lontani.

A differenza degli anni del secondo dopoguerra, in cui ad abitare questi miseri alloggi c’erano  soprattutto immigrati provenienti dal centro e dal sud Italia, ora troviamo cittadini di ogni classe svantaggiata. Cambiano quindi i soggetti ma non le motivazioni che spingono migliaia di persone a sopportare condizioni di vita così difficili nella speranza di poter avere una casa, studiare ed un lavoro dignitoso.

Qui ed altrove ossia a Napoli esistono periferie (Scampia, Ponticelli, ecc.) e per fortuna tante associazioni culturali e non profit che operano con i bambini e i giovani per una sorta di “riscatto culturale”: le persone con disagio sono molte ed interessanti le iniziative culturali1   rivolte al mondo del disagio dei minori e alla  promozione del   libro che si svolgono presso istituti culturali e scuole.

Nello spazio lettura delle scuole è possibile ascoltare storie, coltivare la lettura autonoma, sperimentare  momenti di animazione della lettura, scoprire le opportunità ludiche offerte dal libro attraverso  laboratori  creativi, partecipare a laboratori di scrittura creativa, di costruzione del libro, di illustrazione e  di altri possibili percorsi laboratoriali che  si coagulino attorno a momenti di narrazione e di lettura.

L’ascolto e la lettura, dunque, (in particolare quella a voce alta, autentica forma di comunicazione tra adulto e bambino e possibile “medium” di relazioni affettive) in una grande metropoli, come Napoli ,vuol dire  creare “comunità di affetti”, strumenti  di  “travaso  emozionale”,  che  concorrono  a  sviluppare  nei   minori  un cammino  di  percezione  di  sé e di relazione con l’altro.

Nel complesso degli innumerevoli interventi promossi nelle scuole, non viene   trascurata l’azione di  sensibilizzazione degli adulti: genitori, familiari, insegnanti, educatori. A queste figure viene proposto un piano di offerte formative e di aggiornamento (momenti di confronto, corsi, dibattiti, incontri con esperti…) sui temi della lettura e della letteratura per l’infanzia e, per estensione, su tutte le tematiche relative alla cura del minore e alla promozione della sua crescita2.

1   Il progetto “Storie in gioco. La magia del leggere e dell’ascoltare” , di promozione della lettura all’interno della biblioteca comunale “G. Dorso”  di Napoli nell’ambito di azioni di sostegno ai minori a rischio sociale, attivo nel quartiere di Secondigliano a cura di una associazione no profit “Laboratorio Città Nuova e  Arcoiris Onlus. Il progetto rivolto a minori a rischio sociale (target di riferimento: 6/12 anni) attivato a  Secondigliano e si pone in continuità   con eventi di promozione della lettura ad alta voce in età  precoce Nati per leggere (target di riferimento: 0/6 anni). Nati per leggere è un progetto nazionale e regionale che vede impegnati volontari nel leggere libri ad alta voce a bambini in attesa della visita pediatrica. I genitori assistono all’intervento e, contestualmente, sono invitati a leggere ogni giorno qualche pagina ai figli. A partire dai sei mesi, ad ogni bilancio di salute viene regalato un libro adatto all’età del bambino.

2    Di recente alcuni  alunni della scuola secondaria di primo grado I.C. “Tito Lucrezio Caro- 85° Berlingieri” di Secondigliano hanno partecipano al  “Maggio dei libri 2016” con un evento web nazionale volto a valorizzare e diffondere “Raccontami una fiaba”, il libro da loro  realizzato a conclusione di un  laboratorio di scrittura creativa (http://raccontamiunafiaba.webnode.it/).  L’iniziativa “Maggio dei libri 2016” è una campagna nazionale di promozione della lettura con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura, quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile. La campagna parte, il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’Unesco, e  prosegue per tutto il mese di maggio. È promossa dal Centro per il libro e la lettura

 

Discussion – Mrs. Marija Ott Franolic

Introduction:

  • Studied comparative literature
  • A PhD on women’s studies – reading ab texts
  • At the university, among the PhD students we started an NGO for encouraging reading – NGO Blaberon
  • First we went to high-schools and read in small groups of students – this was a EU project, very big and helpful experience
  • In high schools: majority of the students was not interested, poor vocabulary skills and also they saw reading as a dull and outdated activity
    • Because of the books they read in schools this is not at all odd, since they have a lot of obligatory reading that is out of date, very far away from their lives, this has been so for many many years,
    • and every time someone tries to change it there are heated debates between conservative writers and public persons who think that obligatory reading list should make a coherent national identity and those who think that reading should be for children’s enjoyment and for them to get the habit of reading (because of course these obligatory books are not read, their contents are being copied from the internet and everybody knows that)
  • I also held a program at the University for Teacher Education – even more poor skills! More disinterested!
    • They should be teaching children reading and making children love to read??
    • Problem: the phenomena of new conservative values, most of the students were narrow minded, closed up into ideologies that weren’t their own, not used to being asked to think because of the schooling system which is authoritarian – it never asks questions but only gives them a lot of data to memorize!! They were almost as narrow as their vocabularies!
  • We discussed it and concluded that we should go to kindergarten, that it is the best way to start with small children
  • Around that time: Croatian Ministry of culture established a team for National Reading Strategy, I was in the team which was writing it and developing concrete reading programs, methods and strategies. A legal document which would prescribe and fund programs for reading on a national level. Importance of the money, not just a document, it has to be backed up by funds!! (few governments changed, it is still not approved by the government, now we hope that maybe it will be soon – This was in 2014. …)
    • paradox: they now want to have a strategy for reading but are doing nothing about changing the obligatory reading in schools that has been killing the motivation of children to read for decades now???
  • Kindergarten: I started a program, I volunteered and read picture books to children –
  • So this is my 3rd year in the kindergarten,
    • the program is this year finally funded by the Ministry of education,
    • the results are very good, on the level of the whole kindergarten the teachers are reading more, I have given them lectures about the importance of reading to children and also about the importance to use quality picture books.

The purpose of the program:

  • for the children to start loving to read,
  • to perceive reading as a fun and interesting activity,
  • for them to get to know books and to be able to hold them and to practice turning the pages
  • Important: vocabulary!! While reading, I use synonyms – I tell them: The boy was very sad, the boy was heartbroken, the boy was despairing, the boy wasn’t happy
  • I want the children to hear the synonyms and to be able use them, and to see the language as being flexible and free…
  • since this year – cooperation with the Faculty of Humanities and social sciences, Department of linguistics, they are going to test children’s vocabulary before and after extensive reading to them, in order to see how much has changed – later we would like to use their research as a starting point for new reading programs for children, (I had very good cooperation with one kindergarten – it is not on a big scale, because as far as the state is concerned, they don’t let NGO’s in the kindergartens!! )
  • I ask them questions about the story, I want to challenge them to thing and imagine different endings of the story, and to imagine themselves being in that story – how would they feel? (identification & empathy for the characters)
  • One of the purposes of the program: To boost their imagination and their capability to think of the possibility of different worlds, different kinds of people – to promote tolerance, I choose books with the themes that give us a chance to talk about empathy toward the others. Of course, it is important that the books are not just didactic, but are good literature – for the children to develop their esthetic taste and to get a sense of art
  • So this is one part of my activities – the concrete reading workshops – I also have one reading club at the city library – mostly older women come and we read one book a month, it is a very coherent group and we have been together for 3 years now
  • What I do on the academic level – I got a scholarship to do a research on the connection between reading and critical thinking – I want to ask this question: can reading make us think more? Can reading make us empathic individuals, capable of thinking about the Other, which is so vital for democracy? Can reading be a way to, in the process of identification with the characters, rethink our lives and the lives of others? To perceive the others as different but the same?
  • Along the line of what I was talking about earlier:
  • students who are very conservative, homophobic, nationalistic and narrow-minded, could reading give them not just a wider vocabulary but also a wider span of thought?
  • I don’t know yet J Maybe this is overly idealistic
  • But I am reading Adorno who wrote that the purpose of education is for Auschwitz not to happen again! He also wrote about the importance of identification with the other – the importance of this identification for our humanity – because without this identification it is very easy to start making a distinction between us and them, in a process in which we are people but we don’t perceive the other as human … Isn’t this what happened to the Jews in the WWII, the Nazis even had an expression for them: “Life unworthy of life” LebensunwertesLeben  … Maybe this seems overly pessimistic BUT
    • Do we have immigrants at the borders? Are their lives worth living for us?
    • Do we have D. Trump who wants to ban abortion and take away the liberty of women to decide for themselves?
    • Did we a few months ago have a travel ban for some persons just because of their nationality?

I think we should somehow use literature for the purposes of educating young people – making them think about the situation of those who are different from themselves

If read and thought in the right way, literature could serve as a true means to keep our humanity, to challenge the dogmas and ideologies that are imposed on us by others and start using our own potentials and our knowledge as a true free individuals. Only then will democracy make sense.

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